Serigrafia 18

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Neotipografia/postipografia
Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza.
Noi ci stiamo solo divertendo a creare copertine. In apparenza unicamente superfici decorative. Questo è quanto, coraggiosamente, ci proponeva la nuova tipografia agli inizi degli anni trenta. Che noi pazientemente cerchiamo di ricostruire con il metodo serigrafico, ci si creda o no, il meno adatto ad una tipografia tanto raffinata. Perciò abbiamo volutamente usato corpi piccini e filetti sottili. Allineamenti che pretendono continui interventi manuali. Avviamenti di macchina che non esistono più. Nel rifare, polemicamente, il verso ai creativi che scoprono il Bauhaus quasi si trattasse della miniera d’oro abbandonata da invadere con una carovana di turisti, abbiamo volutamente invertito certe parti. Se il ricercatore diventa solo un voyeur allora è giusto spingere i semplici osservatori a divenire analisti. E quanto speriamo da questa operazione tanto intellettualmente viziata da non sembrare neppure più un gioco. Ma cosa è un gioco se non un percorso dalla A alla Z.
Dalla A alla Z, passando per tutto il resto del nostro esercito schierato eccoci alla fine della nostra fatica.
(testo originale apparso in Serigrafia n.18** – agosto 88)
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